sabato 4 aprile 2015

Il sindaco non tagli i servizi!


Leggiamo spesso che il Sindaco Falorni dichiara il suo amore per Castelfiorentino. 
Se un Sindaco amasse il suo territorio farebbe il possibile per non tagliare servizi e prestazioni, farebbe di tutto per non escludere nessuno, sarebbe solidale con quei sindaci che, anche all'interno di ANCI, cominciano a porre forti critiche nei confronti del patto di stabilità interno, cioè quei vincoli che impongono agli Enti locali tagli indiscriminati e stanno mettendo in crisi la funzione stessa dei Comuni, essendo i più vicini ai cittadini.
Da "Sindaco che avrebbe abbassato le tasse", siamo arrivati al punto che dopo neanche un anno di Amministrazione Falorni molti servizi che ruotano attorno alla scuola hanno visto un aumento delle tariffe, mentre altri rischiano addirittura la chiusura. Tra qualche settimana il Comune approverà il bilancio: tra le tante voci ci preoccupa quella relativa al servizio mensa, che prossimamente andrà a gara e ci preoccupano molto i tagli in tutto il settore sociale.
Forse non tutti lo sanno, ma il debito pubblico italiano è quasi interamente un debito dell'Amministrazione centrale (95,36%), mentre il peso degli enti locali sul debito complessivo non arriva al 5%.
Questi sono dati aggiornati a dicembre 2014: perché questo debito, che non è causato dagli enti locali, viene fatto pagare soprattutto ai comuni ed ai cittadini, attraverso il taglio di servizi essenziali ed il mancato accesso ai beni comuni??
Un Sindaco che ama il suo territorio dovrebbe denunciare tutto questo a gran voce come un'enorme ingiustizia nei confronti dei suoi concittadini, chiamati a fare grossi sacrifici (non è sufficiente dire che c’è il patto e non ci sono i soldi); ma se così facesse, se si mettesse di traverso alle decisioni imposte dall’alto e non obbedisse agli ordini del Partito di Renzi, non avrebbe alcuna possibilità di fare carriera. Questo vale per il nostro Sindaco, come per tutti quelli dell’Unione dei Comuni, che potrebbero far pesare la loro voce in questo senso.
Il patto di stabilità interno non è immodificabile, il PD governa ad ogni livello e, se volesse, potrebbe davvero cambiare le cose, garantendo equità, accesso ai servizi essenziali ed ai beni comuni.
Infine, in un momento in cui si chiedono sacrifici ai cittadini, dobbiamo rilevare che negli ultimi mesi sono entrati a far parte dell'Amministrazione pubblica due persone: una nella segreteria del Sindaco (Giulia Pippucci) attuale assessore a Montespertoli. Non sappiamo se sia stata fatta una selezione, ma ci interroghiamo sul perché sia stata assunta una persona che ha già un lavoro da Assessore anziché una persona disoccupata. L'assessore sarà sicuramente una persona degna di nota, ma si poteva dare lavoro a qualcuno che ne fosse sprovvisto.
L'altra è Tommaso Matteini che è stato assunto presso le Farmacie Comunali: abbiamo chiesto gli atti della sua assunzione, quindi non conosciamo i dettagli, ma riteniamo questa decisione un errore di opportunità politica da parte dell’Amministrazione, consistente nel chiamare a lavorare in una società controllata al 100% dal Comune una persona del PD molto vicina al Sindaco, in quanto suo grande sostenitore.
Anche in questo caso, è stata fatta una selezione? E quali erano i requisiti richiesti? Oppure bastava avere la tessera del partito e sostenere il Sindaco?
CASTELLO A SINISTRA

lunedì 26 gennaio 2015

La deriva a destra dell’Amministrazione castellana



Nell’ultimo Consiglio comunale abbiamo protestato perché il Sindaco non ha preso le distanze da un articolo apparso su un quotidiano locale, intitolato così: “Un bando per otto case popolari con più paletti per gli stranieri”.
Il titolo ci è sembrato orrendo per il semplice motivo che pare si debba esultare di fronte ad un bando che conterrebbe più paletti per gli stranieri come se questo fosse un valore positivo, e ci è dispiaciuto che il Sindaco non abbia sentito il dovere di fare un chiarimento pubblicamente su una frase che noi abbiamo trovato palesemente razzista.
Per un’Amministrazione che vuole promuovere la cultura della pace, dell’integrazione e della tolleranza, che vuole sostenere politiche multiculturali, riteniamo che fosse doveroso chiedere al quotidiano una rettifica, ponendo l’attenzione sul fatto che la cosa positiva del bando non fossero i paletti per gli stranieri, ma ben altro.
Ma il Sindaco ha preferito dire che ovviamente lui non può rispondere di un titolo di giornale e che, per lui, le politiche di integrazione portate avanti dal Comune non contemplano il “buonismo” ma piuttosto il rispetto delle regole.  In questo modo, il Sindaco non prende le distanze da un titolo che non ci piace vedere accostato al nostro Comune, ma anzi incassa il consenso di tutti quelli che traggono una (misera) soddisfazione nel pensare “Finalmente, prima gli italiani”, che si sentono appagati da questa esclamazione.
Non ci stancheremo mai di dire che per fare integrazione non basta solo il rispetto delle regole, ma occorre anche giustizia sociale, cultura, libertà di espressione, uguaglianza, …. Tutte cose che ci paiono molto sfocate nell’azione del nostro Governo nazionale, oltre che in quello comunale. Aggiungiamo che il rispetto delle regole non vale solo per gli stranieri, anzi non c’entra niente con la nazionalità. E’ giusto che chi lavora e paga le tasse abbia diritto alla casa prima di chi viola le regole, indipendentemente dalla sua nazionalità.
Altro episodio che ci rattrista è stato quello di alcuni mesi fa, quando abbiamo visto il volantino che pubblicizzava una serata organizzata da un’associazione locale in cui Mario Adinolfi (politico PD) avrebbe presentato il suo libro.
Noi ovviamente non condividiamo le idee di costui, ma riconosciamo la libertà di essere ospite di un’associazione locale. Quello che non ci torna è il fatto che sul volantino di presentazione della serata ci fosse anche lo stemma del Comune di Castelfiorentino.
Come mai il Comune ha consentito ciò? Adinolfi, oltre alle sue idee sul matrimonio omosessuale, promuove il non utilizzo del profilattico e sostiene che la donna debba essere sottomessa all’uomo.  Vedere accostato il nome di Castelfiorentino ad un personaggio che sostiene questo, ci sembra uno schiaffo in piena faccia alle pari opportunità per cui tante donne e uomini di questo Comune si battono.
Questi due episodi, anche se diversi, stanno per noi ad indicare una preoccupante deriva verso una destra populista e ignorante che rifiutiamo completamente. Che fine ingloriosa per il Comune che una volta era tra quelli in cui i valori della sinistra erano più radicati ed ora si trova ad essere, almeno nell’empolese valdelsa, quello che si trova ad inseguire tematiche di destra. 
Castello a Sinistra

lunedì 12 gennaio 2015

Interrogazioni presentate - Gennaio 2015

Di seguito le interrogazioni (a risposta scritta e orale) presentate per il Consiglio Comunale di Gennaio 2015:
- Qual è lo stato delle crisi aziendali castellane?
- Quali spiegazioni ci sono per gli alberi tagliati nel nostro comune?
- Quanto dobbiamo ancora aspettare per avere i dati dell'inquinamento relativo all'incendio alla Scotti del maggio 2014?




venerdì 5 dicembre 2014

Contro l'inutile barbarie del Jobs Act




Nonostante i vari comunicati di giubilo, non ultimo quello della senatrice castellana Cantini, si sono intensificate nelle ultime settimane le proteste contro il Jobs Act, la legge approvata in questi giorni che di fatto liberalizza i licenziamenti nelle aziende sopra i 15 dipendenti.
Siamo alla mercificazione del lavoro! Nel Jobs Act non vi è alcun elemento né innovativo né rivoluzionario; si tratta di una legge delega, un grosso contenitore semivuoto che dovrà essere riempito nei prossimi mesi. Il Jobs Act potrebbe tranquillamente esser stato scritto da un ministro di un passato governo Berlusconi perché Renzi continua nel solco di politiche di destra impostate sul taglio ai diritti sul lavoro, sulla compressione salariale e sulla possibilità di un maggiore controllo delle imprese sui dipendenti, vedi l’uso delle telecamere.
Saremo in piazza il 12 Dicembre per lo sciopero generale, e saremo per le strade di Castelfiorentino domattina, sabato 6 Dicembre, per manifestare la nostra opposizione a questa manovra scellerata!
Vogliamo utilizzare le parole di Ken Loach, perché la “manovra di Renzi” è invece una manovra comune in tutta Europa, un attacco totale alla classe lavoratrice:
"Sta succedendo in tutta Europa: la chiamano flessibilità del mercato del lavoro, pensano che i lavoratori siano talmente flessibili da essere degli schiavi. Ma la flessibilità funziona solo a favore dei datori di lavoro, non dei lavoratori, che invece chiedono sicurezza del loro impiego e uno stipendio sicuro".
Era ed è necessaria una mobilitazione continua e duratura, fino alla sconfitta di Renzi. La politica di Renzi non è infatti un incidente di percorso, ma il distillato ultimo di tutti gli attacchi che abbiamo subito negli ultimi 20 anni, di tutti i voleri e i programmi dei vari Confindustria, Marchionne e Banca Centrale Europea.
Contro ogni tentativo di deviare questa mobilitazione sui binari morti di corsi e ricorsi giudiziari, perché a questo sciopero generale ne segua un altro e un altro ancora fino alla sconfitta del Governo, per il ritiro del Jobs Act, l’abolizione della riforma Fornero e l’estensione dello Statuto dei Lavoratori a tutti i dipendenti: invitiamo tutti, cittadini, studenti, lavoratori tutti i sindacati a unirsi contro questa manovra. Il protagonismo di lavoratori e studenti è la chiave di volta per vincere questo scontro. Il 12 dobbiamo esprimerlo in piazza.
Non dimentichiamoci che il Jobs Act arriva nello stesso momento in cui il Governo inizia a privatizzare vari settori, primi fra tutti i beni comuni. C'è stato un referendum nel 2011 con un risultato chiaro: stop alla privatizzazione dei beni comuni, partendo dall'acqua. In completa sintonia con Berlusconi e Monti, Renzi ignora quel risultato e prosegue la distruzione dei beni comuni: un processo che, manco a dirlo, colpisce e colpirà di più le classi meno abbienti, oltre a distruggere l'ambiente.

In piazza, adesso!               CONTRO IL JOBS ACT - CONTRO IL GOVERNO RENZI

martedì 2 dicembre 2014

Il comportamento dell'Assessore e le sue parole in Consiglio



Verso fine ottobre (esattamente in data 24 ottobre)) in Comune è stata protocollata una lettera indirizzata al Sindaco e ai Capi gruppo, lettera firmata da una nostra concittadina che si lamenta dei toni usati dall'assessore Tafi (con deleghe alle Politiche Sociali, Sanità, Immigrazione) durante un colloquio tenutosi nell’ufficio dell’Assessore. La lettera in questione, però, è giunta alla nostra Capo gruppo Federica Zunino (ma probabilmente anche agli altri) solo in data 17 Novembre, ben 24 giorni dopo.
Per un mese non abbiamo sentito nessuno e ci aspettavamo che almeno le due capo gruppo della maggioranza (Salvadori e Niccolai) ci contattassero per chiarire l’accaduto. Invece nulla fino al 24 novembre quando abbiamo deciso di presentare un’interrogazione in merito.
Abbiamo anche chiesto perché fossero passati 24 giorni prima che ci venisse inviata la lettera (in quanto destinatari) ma non abbiamo avuto risposta.
Abbiamo mostrato il beneficio del dubbio su quella lettera, ma ci è stato detto che stavamo calunniando l'assessore. Lo scopo della nostra interrogazione era totalmente differente: è possibile riflettere sull'importanza dell'assessorato alle Politiche Sociali, soprattutto in questo momento di prolungata crisi?
A noi di Castello a Sinistra è noto che il presunto comportamento di Tafi si sia ripetuto già altre volte. Nel mese di luglio è stata inviata al Sindaco un’altra lettera firmata contenente proteste circa alcuni comportamenti tenuti dal Tafi e non consoni ad un assessore. Noi ne siamo al corrente, ma non ne era al corrente Tafi né, pare, il Sindaco... nonostante la lettera sia stata inviata come raccomandata con ricevuta di ritorno.
Tornando al Consiglio comunale, Tafi ha ammesso di aver concesso un parere medico durante il colloquio a cui fa riferimento la prima lettera di protesta. Questo ruolo non gli compete durante il suo “lavoro” di assessore in quanto l’assessore non è il medico della signora.
Questo è un errore grave, che dimostra una grave mancanza di professionalità!
Noi vogliamo che parlino i fatti e per tale motivo abbiamo posto all'assessore Tafi varie domande sul suo operato di questi primi mesi di mandato: cosa abbia fatto per arginare la crisi abitativa, quali misure abbia preso o intenda prendere per aiutare chi si trovi in grave disagio, eccetera. Domande che dovremo tornare a fare il prossimo mese perché l'assessore, candidamente, ci ha detto di non avere nessuna intenzione di rispondere!
Ci chiediamo: è un comportamento istituzionalmente corretto da parte di un Assessore?
Riteniamo di no.
Ci sorge anche un’altra domanda: in questi anni sembra che i rapporti tra l’assessorato alle politiche sociali di Castelfiorentino e i cittadini si siano fatti più tesi e aspri. Il precedente Assessore (Rigoli) aveva avuto un diverbio con una signora a cui è seguita una denuncia da parte del Comune nei confronti della donna, la quale aveva danneggiato un computer dell’ufficio. Chiunque lavori nel sociale sa bene che queste cose purtroppo possono succedere e che le persone che chiedono aiuto a volte possono avere comportamenti sbagliati. Ma mai si era vista una situazione del genere, con toni di questo genere, denunce e minacce di denunce.
La domanda che rivolgiamo anche e soprattutto al PD è: siamo certi che in questi anni l’Assessorato alle Politiche sociali (che richiede assenza di qualsiasi pregiudizio, grande sensibilità e capacità di accoglienza) sia stato affidato a persone che ne avevano le competenze, sia professionali che umane??

Come opposizione abbiamo svolto il nostro ruolo di controllo, facendo domande e chiedendo chiarimenti. Non abbiamo nulla contro la persona del dott. Tafi ma la nostra domanda se sia all'altezza del ruolo delicato che si trova a svolgere ci pare più che lecita.
Le sue mancate risposte ed il comportamento tenuto durate il consiglio ci portano a dire che invece sarebbe più opportuno che l’Assessore si dimettesse.
Invitiamo i cittadini ad ascoltare l’audio del Consiglio Comunale del 27 Novembre che è disponibile sul sito del Comune.
Castello a sinistra

lunedì 3 novembre 2014

IN CONSIGLIO COMUNALE MANCATE RISPOSTE SU TILLI E ACQUE SPA




Anche nell’ultimo consiglio del 29 ottobre siamo rimasti senza risposte chiare e precise alle domande che abbiamo posto.
Riportiamo due esempi, che riteniamo rilevanti per gli argomenti trattati.
Il primo è il seguente. Alla fine dello scorso maggio, insediata la nuova giunta, l'Ing. Colombini (il perito incaricato) ha consegnato  all'Amministrazione Comunale la sua perizia in seguito all’espletamento delle verifiche di vulnerabilità sismica sui due edifici che sono il Palazzo Comunale quale edificio strategico e la Scuola Primaria M.Tilli quale edificio rilevante. Nella documentazione di sintesi si afferma che  per la scuola elementare Tilli (parole testuali) “la verifica strutturale non è soddisfatta nemmeno per i soli carichi verticali (azioni di natura antropiche)”.
Abbiamo presentato interrogazione in merito  e stiamo attendendo di vedere la documentazione al riguardo.
Abbiamo chiesto risposte in merito a:- lo stato dell’edificio della Scuola Tilli dal punto di vista della idoneità statica  e sismica; - quali siano le “problematiche riconducibili al “caso II) la verifica strutturale non è soddisfatta nemmeno per i soli carichi verticali (azioni di natura antropiche)”; - se si ritenga opportuno che l’edificio continui ad ospitare una scuola primaria.
La risposta alla nostra interrogazione però non ci ha soddisfatto in quanto mentre l'assessore alla scuola, Cappellini, non ha nemmeno fiatato, il Sindaco ci ha accusato di “estrapolare dati una determina dirigenziale per fare allarmismo”; inoltre senza spiegarci il significato delle parole della perizia (“la verifica strutturale non è soddisfatta nemmeno per i soli carichi verticali”) e senza rispondere ai punti della nostra interrogazione, il Sindaco ha affermato che la struttura è sicura e che il documento tecnico sopra citato contiene “numeri stupidi”.
Non vogliamo creare inutili allarmismi e non lo abbiamo mai fatto, ma riteniamo assolutamente gravi le mancate risposte alle domande che poniamo: per questo chiediamo che le parole del Sindaco siano tradotte in carta, numeri, in relazioni precise e dettagliate che confermino in maniera razionale che l'edificio in cui ha sede la scuola elementare Tilli sia sicuro rispetto a perturbazioni statiche e a eventuali terremoti.
Secondo argomento. Similmente deplorevoli sono state le risposte (o meglio, le non risposte) che abbiamo ottenuto riguardo al nuovo depuratore dell'acqua potabile. Per permetterne la costruzione, il nostro Comune dovrà cambiare l'assetto urbanistico nella zona dello Stadio; visto che questo cambiamento e in generale il trattamento dell'acqua potabile ci sembrano argomenti molto importanti, abbiamo chiesto di fare una riflessione. Acque SpA propone di depurare l'acqua con un metodo al cloro, ma negli ultimi anni sono stati sviluppati e messi in pratica metodi diversi, migliori, come l'uso di ozono, di ultravioletti, di filtri micro- e nanometrici. Non c'è stato modo di parlare di tutto questo, nemmeno quando abbiamo chiesto i dati con cui l'ASL 11 dimostrerebbe che il metodo al biossido di cloro sia il migliore.
Forse i motivi sono economici? Non è dato saperlo. Il consiglio comunale (eletto dai cittadini in funzione di controllo e indirizzo) non ha possibilità di decidere né di proporre alternative. La giunta è immobile; parlando di salubrità dell'acqua potabile e di ASL 11, l'assessore alla Sanità, Tafi, non ha aperto bocca né accennato un commento. L'argomento non è di suo interesse (i tagli ai servizi sociali, quelli si).
Siamo ormai tristemente abituati al fatto che invece di rispondere alle domande, il Sindaco ci attacchi e gli assessori competenti per delega tacciano (cosa ci stanno a fare in giunta?). Gli argomenti ci sembrano di tale importanza da meritare chiarimenti quando li chiediamo.
CASTELLO A SINISTRA